Faccio con le mie mani: Ciambellone di rose senza forno

In CategoryAntichi mestieri, Faccio con le mie mani, Pasta Madre
ByIre

Questa è una di quelle ricette che ho tirato fuori osservando in rete varie preparazioni e soprattutto tenendo conto di una idea che mi venne tempo fa: utilizzare il tegame con il buco che vedevo sempre in casa di mia nonna quando ero piccola.

Usare il tegame con il buco (non so esattamente come si chiami a livello commerciale, perchè c’è la denominazione di “Petronilla”, ma quella ha un oblò laterale che il mio tegame non ha…..) ha un vantaggio non trascurabile: si possono cuocere dolci (ma anche arrosti e altri vari piatti) usando il gas invece che il forno elettrico con relativo, notevole, risparmio energetico (ed economico ;-) ). Mia nonna ci faceva il suo bel ciambellone con il lievito per dolci classico, quello nelle bustine, ma ho pensato che si poteva benissimo farci anche un dolce con pasta madre. L’esperimento è riuscito e condivido volentieri la ricetta. Per chi non ha questo tegame consiglio di sentire un negozio di articoli da cucina e credo si reperisca con pochi soldi.

Ciambellone di rose

100 gr di Pasta Madre liquida (per convertire la ricetta per PM solida guarda qui)

100 gr zucchero (io uso quello di canna)

1 bicchiere di latte

400 gr di farina (io ho usato Manitoba bio, ma va bene anche la Farina 00)

100 gr burro

2 uova intere

marmellata o crema per farcire a piacere

Ho mescolato il mio lievito madre (rinfrescato 5 ore prima e lasciato fuori dal frigo) con il latte intiepidito, ho aggiunto lo zucchero, le uova e, pian pianino, la farina. Intanto ho fatto sciogliere il burro a crema. Ho lavorato l’impasto per 10 minuti e ho aggiunto piano il burro in crema facendolo assorbire bene e lavorando ancora 10 minuti. Quando l’impasto è risultato ben amalgamato e liscio l’ho coperto con uno straccio bagnato e strizzato e l’ho lasciato a lievitare per circa 12 ore fuori dal frigo in luogo calduccio.

Ho ripreso delicatamente l’impasto e l’ho pirlato (vedi video per pirlatura) ben bene per dargli forza dopodichè l’ho steso in un rettangolo (operazione da fare senza mattarello) vi ho spalmato sopra marmellata di arance, ho arrotolato. A questo punto ho tagliato il rotolo in tante “girelle” (dette anche “rose”, da cui il nome del dolce) che ho posizionato nel mio tegame con il buco in due strati sovrapposti. Ovviamente occorre imburrare benissimo il tegame e passare sul burro un velo di farina. Ho coperto con un telo bagnato e strizzato e lasciato lievitare al caldo per 5-6 ore, fino al raddoppio del volume.

A questo punto ho messo sul fornello della cucina a gas il tegame (lo si poggia su un piccolo supporto di ferro che vendono insieme al tegame e che serve a distribuire la fiamma uniformemente). Ho acceso a fuoco vivace per 4 minuti e poi ho abbassato al minimo per 50 minuti. Ecco pronto il dolce ad elettricità zero.

La sofficità di questo ciambellone vi stupirà, ed è quella tipica dei meravigliosi dolci fatti con pasta madre.

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Faccio con le mie mani: la torta Danubio

In CategoryAntichi mestieri, Faccio con le mie mani
ByIre

Già da un po’ di tempo volevo pubblicare questa ricetta perchè, tra le cose che ho realizzato con la mia Pasta Madre, è una di quelle che danno più soddisfazione e che considero più versatili.

La ricetta che riporto sotto è un mix di più ricette che ho trovato in rete (di cui quella principale la trovate qui) che ho trasformato per usare la mia PM liquida e per ottenere un risultato più morbido.

In effetti la caratteristica principale di questa torta, che può essere sia salata che dolce, è la fantastica morbidezza dell’impasto. Le palline sono così soffici da stupire il palato di chi l’assaggia ;-) Provate, è davvero così!

Ingredienti:

475 di farina ( si può usare farina bianca O, ma anche semintegrale)

150g di pasta madre liquida (se volete usare pm solida o lievito di birra vedete le indicazioni alla fine della ricetta)

100 g di burro,

175 di latte,

1 uovo intero, 2 tuorli,

8 g di sale,

1 cucchiaino di zucchero di canna

Per farcire usate la vostra fantasia: emmenthal, prosciutto cotto, pancetta e taleggio, mix di verdure passate in padella.

Intiepidire il latte e versarlo in una ciotola, aggiungere la farina, le uova e il burro ammorbidito. Mettere in una ciotola piccola la pasta madre con il cucchiaino di zucchero e mescolare bene.  Aggiungere il lievito all’impasto, lavorare  per 10 minuti buoni. Poi aggiungere il sale e  lavorare altri 10 minuti l’impasto. Il risultato deve essere una pasta bella liscia.
Mettere l’impasto in una ciotola coperto con un panno bagnato e lasciar lievitare finchè non aumenta di tre volte di volume ( io l’ho lasciato tutta la notte).
Prendere l’impasto e dividerlo in palline (direi che la pezzatura ideale è di circa 50 g a pallina), spianarle una ad una e farcirle a piacere.

Chiudere come un fagottino e posarle con la chiusura verso il basso. Posizionare le singole palline in una teglia ben distanziate.

Lasciar lievitare fino a che non raddoppiano di volume (dipende molto dalla temperatura esterna, ma non sarà meno di 4-6 ore).

Una volta lievitate

spennellate con tuorlo d’uovo e latte e infornate a 180°C per circa 30 minuti.

Otterrete questo risultato. Come vedete è assai versatile: si può usare una teglia da forno rettangolare o una tortiera rotonda e si può guarnire con semi, olive o ciò che vi detta la fantasia.

Per la versione dolce basta non aggiungere sale all’impasto e farcire con creme, marmellate o ciò che più vi piace.

Qui sotto metto i link ad una utile applicazione (ovviamente gratuita!) che, conoscendo una ricetta, permette di convertire nei vari tipi di lievito a seconda di quale si vuole usare. Oltre alle quantità di lievito dà anche le modifiche alla ricetta in quantità di farina e di liquidi che è necessario apportare se si sceglie un tipo i lievito anzichè un altro.

 Conversione tra lievito madre liquido (LICOLI) e lievito madre solido e viceversa

http://pastamadre.altervista.org/index.php?page=conversione_pastamadre

 Conversione tra lievito di birra e lievito madre e viceversa

http://pastamadre.altervista.org/?page=conversione_lievito_di_birra_pasta_madre

Buon appettito con la torta Danubio!! Io corro a postare questo articolo sul gruppo Comunità Pasta Madre per le mie compagne d’avventura con la PM.

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Faccio con le mie mani: girelle crema e uvetta

In CategoryFaccio con le mie mani, Pasta Madre
ByIre

Questa ricetta la voglio dedicare a coloro che erano presenti al primo corso di panificazione che si è tenuto nella nostra cittadina in concomitanza con il PM Day nazionale lo scorso sabato 2 febbraio. L’entusiasmo e l’interesse che le partecipanti (c’era anche un ragazzo a dire il vero, quindi non è del tutto giusto l’uso del femminile! ;-) )hanno dimostrato verso gli argomenti del corso hanno rinnovato la mia passione per la Pasta Madre. Tant’è vero che ho creato un gruppo su Facebook per condividere ancora con loro e con chi si vorrà iscrivere, ricette, consigli, foto. L’ho chiamato Comunità Pasta Madre Volterra e dintorni e si sta rivelando una comunità molto molto attiva.

Sono contenta di come è andato questo incontro sul pane per più motivi:

  • prima di tutto perchè mi piace diffondere l’idea che, nonostante il messaggio quotidiano che ci arriva tramite Tv e media vari, non siamo individui-consumatori e basta, ma siamo anche in grado di “produrre” e creare con le nostre mani qualcosa di buono e sano.
  • secondo perchè ho avuto l’occasione di seminare nel cuore di chi è venuto una piccola, banale, ma grande idea: possiamo tornare a riappropriarci del nostro tempo di vita, nonostante gli impegni di lavoro quotidiani e pressanti. Credo che chi ha provato a fare il suo pane abbia capito che alzarsi presto e impastare o dedicare mezz’ora della propria routine a fare una cosa per sè e per la propria famiglia aggiunge qualità al proprio modo di vivere. Prima di essere travolti dai tempi stretti che ci impone il lavoro ecco che mi ritaglio un momento di pace e tranquillità e impasto. Lo può fare chiunque e quando ha cominciato con il pane, poi riuscirà a ritagliarsi anche un minuto per leggere, un minuto per ascoltare i propri figli…..un minuto slow all’interno di una giornata troppo fast.
  • terzo perchè condividere il “saper fare” unisce. Il gruppo su Facebook che è nato quasi spontaneamnete ne è un esempio. E siccome questa piccola comunità virtuale che è nata ha la caratteristica di gravitare su un territorio ben definito (Volterra e dintorni) vorrei che non restasse solo virtuale. C’è l’opportunità di incontrarsi fisicamente e lo faremo.

Basta con le chiacchiere. Vi avevo promesso una ricetta (la ricetta originale in cui hanno usato solo lievito di birra la trovate a questo indirizzo). Quella che vi scrivo io è con la Pasta Madre, ovviamente. Eccola:

GIRELLE CON CREMA E UVETTA

Ingredienti:

g 250 farina Manitoba

g 250 farina 00

g 75 zucchero (io uso quello di canna)

g 5 sale

g 75 burro

150g di pasta madre  liquida

170 ml di acqua

170 ml di latte

scorza di arancia o limone

1 tuorlo d’uovo

1 cucchiaino di miele

 

1 albume

3 cucchiai di acqua

2 cucchiai di zucchero

uvetta 2 o 3 pugnetti

Crema pasticcera (io uso la ricetta dell’ Artusi)

250 ml di latte intero

2 tuorli

20 g di amido di mais (o 30 g di farina)

50 g di zucchero

odore di vaniglia

buccia di limone intera da togliere appena cotta la crema

Procedimento:

Alla sera fare un poolish con l’acqua, il lievito madre, il miele e 150 gr di farina presi dal totale. Lasciare che l’impasto raddoppi, ci vorranno circa 3 ore.

Impastare quindi con il resto degli ingredienti (il burro in ultimo) e lasciare l’impasto per 40′ in luogo tiepido. Se ce ne fosse bisogno, si può aggiungere all’impasto 2 o 3 cucchiai di farina (io l’ho aggiunta perchè l’impasto era troppo morbido, ma dipende dal tipo di farina che si usa e da quanto essa assorbe i liquidi).

Dopodichè porre in un contenitore, coprire con pellicola e mettere in frigo fino al mattino successivo.

Al mattino tirare fuori l’impasto, attendere circa 30′, poi fare le pieghe del primo tipo, come indicato qui

Coprire con un panno bagnato e lasciar riposare 1 ora.

Quindi stendere la pasta col matterello riducendola ad uno spessore di circa mezzo cm. Dopo averla stesa si versa su tutta la superficie uno strato di crema pasticcera, e sopra di essa si sparge un po’ d’uvetta, precedentemente ammollata in acqua tiepida.

Piegare la sfoglia fino in fondo come si fa per fare le tagliatelle; tagliare poi le girelle larghe circa 2 cm.

Allineare distanziati i dolci così ottenuti sulla placca da forno, pennellarli con l’albume sbattuto e lasciarli lievitare per un paio d’ore.

 Cuocere in forno a 200°  per 10 minuti e poi abbassare a 180°C per altri 20 minuti finchè non saranno perfettamente dorate.

Per dare lucido alle girelle, si prepara in un pentolino uno sciroppo composto di acqua e zucchero, e, dopo averlo fatto bollire per qualche minuto le si spennellano appena sfornate.

Buon appetito!!


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Lana, legno e mandala: come si imparano le tabelline

In CategoryAttività con bambini
ByIre

Ho sempre sostenuto che con la lana si possono fare tante cose. Questo è l’ultimo lavoretto che abbiamo fatto con la mia bambina che è in seconda elementare e che si trova, dunque, alle prese con l’apprendimento delle tabelline.

Siccome a lei piace molto usare la lana, la lavora all’uncinetto e la usa per tesserla con le dita , ho cercato in rete se si poteva unire la sua simpatia con i filati all’impegno di apprendere le operazioni numeriche. Naturalmente in questo mi dà sempre ispirazione la lezione di Maria Montessori che cerca di ricondurre l’apprendimento astratto a materia tangibile, che i bambini possano introiettare attraverso l’uso dei loro sensi. Grazie al cielo il materiale in rete non manca e ho trovato nel sito Lapappadolce questo bellissimo spunto per realizzare un mandala (un’altra delle mie passioni :-) )e utilizzare la lana su una sorta di telaio, per imparare le tabelline.

In pratica si realizza un disco di compensato, lo si divide in 10 parti e nei 10 punti individuati sul bordo, si inseriscono 10 bastoncini di legno, incollandoli. Il bambino conta e nello stesso tempo avvolge il filo attorno al bastoncino che rappresenta la soluzione dell’operazione che sta eseguendo. Un esempio Tabellina del 2:  il bambino pensa (2×0) e avvolge il filo di lana sullo 0, pensa (2×1) e avvolge sul 2, e così via sul 4, sul 6, sull’8, sullo 0 (10), poi ancora sul 2 (12), sul 4 (14), sul 6 (16), sull’8 (18) e ancora sullo 0 (20). In tal modo si ottengono figure tessute con la lana che rimarranno nella memoria visiva del cucciolo.

Vedete che bel pentagono regolare appare con la tabellina del 2 ? Con quella del 3 appare una bellissima stella e così via.

Con la piccola abbiamo anche abbellito il nostro cerchio di compensato con disegni ripetuti, tipici del mandala e lo abbiamo colorato in modo che sia anche più piacevole, per lei, prendere in mano questo oggetto personalizzato e giocare con le tabelline.

E stasera si inizia a studiare la tabellina del 4. Chissà quale bella forma geometrica ci darà, stavolta, la nostra bella lana?

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Pasta Madre Day – Corso di panificazione

In CategoryAntichi mestieri, Pasta Madre
ByIre

Quest’anno ce l’abbiamo fatta ad organizzare il Pasta Madre Day anche qui al nostro paese. Ogni anno invidiavo tutte le città e cittadine che ospitavano un evento di questo tipo e il 2 Febbraio ci sarà anche qui. Grazie a Slow Food e all’Associazione Mondonuovo. Sotto i contenuti del volantino che verrà diffuso.

Quando?   2 febbraio 2013   

La Comunità del Cibo Pasta Madre promuove per questa data in tutta Italia una serie di eventi dove la pasta madre è protagonista!                                                                                                                              

Dove ?  Villa Giardino- Volterra

Chi organizza l’evento?   Slow Food Condotta di Volterra con Mondo Nuovo

Che cos’è?  La pasta madre è un impasto di farina e acqua dove è già stata avviata una fermentazione da parte di lieviti e batteri lattici. Aggiunta, quindi, ad un impasto al posto del più diffuso lievito di birra, è in grado di farlo lievitare per ottenere pani, pizze e dolci lievitati classici della tradizione italiana.
Si differenzia dal lievito di birra per la varietà della sua flora batterica, sempre diversa da pasta madre a pasta madre, in grado di apportare al pane un gusto più aromatico, complesso e saporito ed una digeribilità molto più elevata. I pani preparati con pasta madre, inoltre, si conservano più a lungo. La pasta madre non muore mai: viene tenuta in vita da continui rinfreschi, cioè impasti in cui viene aggiunta altra farina e acqua, e può essere quindi utilizzata e riprodotta (per essere regalata) senza problemi.

Programma

Ore 15,00 – Appuntamento a Villa Giardino con Irene Nesi  che svelerà tutti i segreti della sua pasta madre

Ore 16,00 – Dimostrazione pratica: come si pesano gli ingredienti, come si fa l’impasto per preparare il pane fatto in casa.  Ogni partecipante proverà a impastare il proprio pane che poi porterà con sé

Ore 17,00 – 2° impasto e formatura del pane con spiegazioni sui tempi di lievitazione

Ore 18,00 – Cottura del pane

Durante la cottura Irene continuerà le sue spiegazioni e risponderà a tutte le domande e curiosità.

Ore 19,00 – Ad ogni partecipante verrà regalato un pezzetto di pasta madre per poterla gestire autonomamente e verrà spiegato come rinfrescarla e mantenerla

Ogni partecipante deve portare una insalatiera grande per fare l’impasto da 1kg e uno strofinaccio da cucina pulito (possibilmente non profumato con ammorbidente).

Come prenotarsi e chiedere info? Telefonare ad uno dei seguenti numeri: 339-3961122– 333 5731774 – 347 0593240– 366 3035026 o scrivere a cestodivimini@alice  (la prenotazione è obbligatoria per organizzare al meglio il pomeriggio) entro il 27 gennaio.

 

Per chi è interessato a spacciare la sua pasta madre e ad organizzare un evento per il Pasta Madre Day nella propria città può trovare tutte le informazioni ed indicazioni a questo link. Buona panificazione !

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Per Natale io regalo un Tawashi

In CategoryAccessori, Uncinetto, Uncinetto 3D, Uncinetto mie realizzazioni, Uncinetto schemi gratuiti
ByIre

Quest’anno ho deciso di regalare ad alcuni familiari ed amici una cosa speciale il cui nome mi ha subito affascinata. E’ un oggetto che si può fare ad uncinetto in brevissimo tempo e con estrema facilità per cui è l’ideale per confezionare un pensierino fatto in casa da regalare, anche all’ultimo istante.

Il TAWASHI è un oggetto semplicissimo, utilizzato in giappone sotto la doccia o nella vasca da bagno per fare un massaggio piacevole al corpo mentre ci si insapona.

.

Viene addrittura utilizzato in cucina, per lavare i piatti, poichè è maneggevole, funzionale ed ecologico: il tawashi infatti dura molto di più delle normali spugnette di vario tipo ed è fatto con materiali come il cotone, biodegradabili e non inquinanti. Insomma una scelta realmente ecologica.

Per i miei tawashi ho scelto dei colori adatti al Natale (basta utilizzare un buon cotone che non stinge e si possono usare tutti i colori che si vuole) e ho deciso di inserire alcuni giri realizzati con dello spago da cucina bianco che rende la mia “spugnetta” utile ad un leggerissimo scrub sulla pelle mentre la si utilizza per massaggiarsi con il sapone. Invece dello spago si può inserire anche del tulle (riciclato da bombonoiere, ad esempio).

Dunque vi metto un tutorial fotografico per realizzare in pochi passaggi il tawashi. Dovete fare prima un rombo a uncinetto secondo questo utile schema (che ho trovato su questo sito).

 

Realizzato il rombo dovete piegare e cucire come nelle foto ed il gioco è fatto. A maggior chiarimento dei passaggi finali, che forse sono quelli che si spiegano peggio in fotografia, ho trovato un video in inglese che potrà aiutarvi. Una specificazione: le 18-20 catenelle iniziali vi permetteranno di ottenere un tawashi di media-piccola grandezza (che sta nel palmo di una mano se usate un uncinetto n° 3 e il filo conseguente). Io per regalare ho scelto di fare delle “spugnette” un po’ più grandi iniziando con circa 30-35 catenelle e facendo, poi, più giri dei 22 previsti dallo schema. Aggiustate come vi sembra meglio queste grandezze per ottenere il risultato che vi serve.

Io ho ottenuto questi:

Il motivo a girandola permette di sbizarrirsi con i colori e di ottenere tawashi di vario tipo. Ho provato anche con un filo di lino grezzo e del cotone arancione e verde. Ecco qui:

Per adesso spero di avervi dato un buono spunto per qualche regalino di Natale, ma tornerò sull’argomento “tawashi” perchè con la stessa tecnica si possono realizzare anche piccole spugnette da bambini a forma di animaletto o presine da usare in cucina.

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RinnovareInventando

In CategoryAccessori, Blog, Uncinetto, Uncinetto iperbolico
ByIre

Questa è la storia di un bel progetto.

Avete mai sentito parlare delle Tre Parche (le cosiddette Moire in Grecia) ?

Erano le tessitrici del destino: filavano il filo della vita e decidevano, così, il destino degli uomini…….

Non di tanto sono capaci le Tre Parche protagoniste di questo post, ma loro “parche” lo sono davvero, nel senso letterale del termine: sono sobrie e moderate nel consumare, sono votate al risparmio di materiali ed al riuso.  Questa loro sensibilità per l’ambiente e per il riciclo creativo le ha portare a realizzare un progetto assai interessante.

Le nostre Tre Parche cercano nelle soffitte, nei magazzini in disuso, nelle cantine, nei negozi di filati che svendono le loro merci, nelle mesticherie e nelle ferramenta tutti quelli oggetti che sarebbero destinati ad essere buttati via. E li prendono, li lucidano, li pettinano, li sgovigliano riutilizzandoli per le loro creazioni.

Le loro applicazioni di materiali riutilizzati su capi nuovi dà davvero un senso di freschezza interessante.

L’uso dell’uncinetto iperbolico (dalle mani della misteriosa Clotho…. ;-) ), inoltre, non può che dare modernità alle tecniche che utilizzano e che hanno imparato dalle nonne.

Andate su RinnovareInventando, il sito delle Tre Parche e troverete degli ottimi spunti per i regali di Natale: Natale sobrio, all’insegna del riuso e dei prodotti fatti a mano…….in Toscana.

Ecco un anteprima di ciò che troverete:

 Buon divertimento !

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Caldo Cappello da uomo

In CategoryAccessori, Uncinetto, Uncinetto 3D
ByIre

Fare un cappello all’uncinetto è davvero piacevole. Io mi sono molto divertita a fare questo, soprattutto mi sono fatta delle gran risate a provarlo continuamente in testa al “modello” che poco volentieri si vuol sottoporre a misurazioni.E che altrettanto poco volentieri si presta ed essere fotografato. Ma, in cambio del regalo del cappello ha dovuto cedere…..

Lo schema, in inglese, l’ho trovato in questo sito : è spiegato molto bene ed è semplice da realizzare per cui non trovo valga la pena di tradurlo. Per chi avesse difficoltà con i termini inglesi può sempre andare alla sezione ABC uncinetto in cui si trovano anche dei link utilissimi per la conversione dei termini.

 

Io ho realizzato il cappello senza tesa in modo che possa essere usato come semplice basco.

Ecco come è venuto, utilizzando una lana molto morbida e l’uncinetto n° 4.

 

 

 

 

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Faccio con le mie mani: caramelle e gelatina di cotogne

In CategoryAntichi mestieri, Attività con bambini, Faccio con le mie mani
ByIre

Finalmente riesco a riprendere il tema a me caro delle cose fatte in casa, del ” faccio con le mie mani” e con le manine dei miei bimbi…

Stavolta abbiamo davvero fatto le cose per bene. L’impresa non ardua, ma di grande pazienza, prevede un risultato che per i bambini è davvero il massimo: produzione in casa di caramelle. E anche per me, grande soddisfazione per avere la mia gelatina di cotogne, ottima sui formaggi.

La materia prima è di facile reperimento e costa anche poco. Qui da noi molti vicini di casa hanno un albero di mele cotogne e ce le danno volentieri senza farci spendere nulla. C’è da dire, infatti, che le mele cotogne, non sono mele qualsiasi. Hanno un aspetto un po’ corrugato e nonostante il buonissimo odore non sono commestibili crude perchè sono durissime e assai aspre.

La ricetta (per la quale devo ringraziare la mia amica Susanna, fornitrice anche delle mele!) è divisa in due parti e alla conclusione dei vari passaggi si ottiene sia la gelatina che le caramelle.

Gelatina

Tagliare a pezzi le mele senza sbucciarle, ricoprirle d’acqua, mettere su fuoco moderato e far bollire pian piano fino a che la massa non si è disfatta.

Rovesciarle con il loro brodo su una salvietta di cotone ben tesa e raccogliere il liquido che colerà. Questa operazione è la più delicata e lunga. Prevede anche di strizzare, di tanto in tanto, la salvietta che contiene la massa di mele in modo da far fuoriscire meglioil liquido. Io ho sfruttato le mani possenti del consorte ;-) perchè ci vuole una certa forza.

Tra uno strizzaggio e l’altro ho deposto il “fagotto” di mele su un colapasta al di sopra di una pentola e ce l’ho lasciato tutta la notte.

Al mattino, di nuovo strizzaggio e quando ho ritenuto che la massa si fosse liberata di praticamente tutto il liquido ho pesato quest’ultimo e ci ho aggiunto lo stesso peso di zucchero di canna. Ho portato ad ebollizione e fatto addensare, togliendo la schiuma di volta in volta, fino a che la gelatina, posata su un cucchiaio ha creato un velo. C’è voluta un’oretta. Ho aggiunto un po’ di succo di limone (non troppo) e invasato caldissima.

Caramelle (dette anche cotognata)

Si utilizza la pasta rimasta dopo lo strizzaggio e la si passa al passatutto. La si fa asciugare a bagnomaria e la si pesa. Si prende lo stesso peso di zucchero di canna e lo si fa caramellare (attenzione a non bruciarlo!) con poca acqua. Si miscela lo zucchero caramellato alla pasta di mele e si porta di nuovo ad ebollizione per cuocerla ancora un po’. Si versa, poi, la pasta su carta da forno, in una teglia e la si fa raffreddare bene. A questo punto si ritaglia la pasta con stampini o la si taglia a rettangolini.

 

Si ottengono delle caramelle molto gustose e sane, che si consevano per mesi in frigorifero.

 

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Due premi, 1.000 fans, un grazie!

In CategoryBlog, Uncinetto
ByIre

Che bello, in un colpo solo mi sono arrivati due premi, due premi di quelli che ci si scambia tra blogger. Sono proprio felice di averli ricevuti ed è la felicità del neofita, immagino! Non è nemmeno un anno che ho aperto questo blog e le soddisfazioni sono state davvero molte, non avrei mai creduto di avere così tanti lettori, pur essendo il mio un ambito di interessei molto di nicchia.
Iniziamo dal primo. Il primo è il Premio Shaqwi (parola araba che significa “affezionato”) e ne vengono insigniti i blogger che:

- rispondono ai commenti dei loro lettori;
- non abbandonano i lettori sparendo dal blog;
- ringraziano i follower e chi li premia.

.

Accetto con piacere il premio che mi è stato dato da Tiz di MyMeiTai. Tiz è l’ispiratrice del mio blog, nel senso che è stata lei a darmi il coraggio di mettere in rete idee e progetti che fino ad ora stavano nascosti nella mia testa. Il suo è un blog che mi colpì alla prima visita per il messaggio chiaro e profondo di mamma attenta all’ambiente, vicina ai bambini e ad un nuovo modo di vivere “slow”, lontano dal clamore della pubblicità, della corsa al successo e con un occhio al passato nel recupero di ciò che è possibile fare da soli a casa, in famiglia. La foto che dedico a Tiz è un disegno di Clari, mia figlia più grande che ha dedicato una sua opera alla cura dei neonati ed in particolare all’allattamento!!! Nulla più che un bambino attaccato al seno di mamma può rappresentare Tiziana.

Ed ecco una foto che rappresenta me, quello che ho in mente in questo momento, il tempo che vorrei darmi per riflettere, il ritmo rallentato che vorrei concedere alle mie gornate per seguire meglio i bambini, per capire cosa vedo all’orizzonte, un tempo che prima le donne si concedevano di fronte al fuso, per filare la lana. Ho anche io iniziato a prendere in mano il mio fuso e a seguire i miei fili…….vediamo dove porteranno.

Come previsto dal premio Shaqwi, segnalo due blog meritevoli di attenzione:

Cosmosicula’s creations: perchè è un blog pieno pienissimo di idee originali, di spunti ecologici per riciclare in modo creativo tanti materiali e perchè le sue creazioni sono davvero belle!

La scuola in soffitta : perchè mi dà ogni giorni nuove idee per lavorare con i miei bambini a casa, e mi consola un po’ del fatto che sono una homeschooler mancata (comunque non si sa mai…..)

Il secondo premio è quello di cui spesso ho trovato traccia sui vari blog e che mi ha assegnato ancora Tiz di My Mei Tai, ed il cui banner è questo

.

 

e che viene assegnato al blog che:

1) E’ aggiornato regolarmente
2) Mostra la passione autentica del blogger per l’argomento di cui scrive
3) Favorisce la condivisione e la partecipazione attiva dei lettori
4) Offre contenuti ed informazioni utili e originali
5) Non é infarcito di troppa pubblicità

Il premio prevede che io segnali altri 5 blog meritevoli di Affidabilità al 100% che vi elenco dopo la dichiarazione di intenti:

Dichiaro che i blog seguenti da me scelti rispettano le 5 regole del Premio “Il Blog Affidabile”  disponibili a questa pagina http://www.gliaffidabili.it/a/altro/il-premio-il-blog-affidabile . Sono pertanto una risorsa utile per gli utenti della Rete e meritevoli di essere conosciuti da un pubblico più ampio come gli artigiani, le aziende e i professionisti iscritti su http://www.gliaffidabili.it/“.

Ed infine………visto che siamo a parlare di soddisfazioni, ecco che  proprio oggi abbiamo raggiunto, nella pagina Facebook di CrochetCircus i 1.000 Fans !!!!!!!!

A loro, che sono di tanti paesi del Mondo (e questa è la cosa che più mi piace e mi colpisce, guardate la tabella sotto con i loro numeri e la provenienza!!), dedico questa immagine di ringraziamento.

242
Italia
136
Argentina
74
Brasile
50
Stati Uniti d’America
47
Egitto
42
Cile
35
Messico
35
Turchia
25
Portogallo
22
Spagna
17
Tunisia
17
Iran
16
Germania
14
Regno Unito
11
Francia
9
Bulgaria
9
Venezuela
8
Grecia
8
Polonia
8
Uruguay
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