Per Natale io regalo un Tawashi

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Quest’anno ho deciso di regalare ad alcuni familiari ed amici una cosa speciale il cui nome mi ha subito affascinata. E’ un oggetto che si può fare ad uncinetto in brevissimo tempo e con estrema facilità per cui è l’ideale per confezionare un pensierino fatto in casa da regalare, anche all’ultimo istante.

Il TAWASHI è un oggetto semplicissimo, utilizzato in giappone sotto la doccia o nella vasca da bagno per fare un massaggio piacevole al corpo mentre ci si insapona.

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Viene addrittura utilizzato in cucina, per lavare i piatti, poichè è maneggevole, funzionale ed ecologico: il tawashi infatti dura molto di più delle normali spugnette di vario tipo ed è fatto con materiali come il cotone, biodegradabili e non inquinanti. Insomma una scelta realmente ecologica.

Per i miei tawashi ho scelto dei colori adatti al Natale (basta utilizzare un buon cotone che non stinge e si possono usare tutti i colori che si vuole) e ho deciso di inserire alcuni giri realizzati con dello spago da cucina bianco che rende la mia “spugnetta” utile ad un leggerissimo scrub sulla pelle mentre la si utilizza per massaggiarsi con il sapone. Invece dello spago si può inserire anche del tulle (riciclato da bombonoiere, ad esempio).

Dunque vi metto un tutorial fotografico per realizzare in pochi passaggi il tawashi. Dovete fare prima un rombo a uncinetto secondo questo utile schema (che ho trovato su questo sito).

 

Realizzato il rombo dovete piegare e cucire come nelle foto ed il gioco è fatto. A maggior chiarimento dei passaggi finali, che forse sono quelli che si spiegano peggio in fotografia, ho trovato un video in inglese che potrà aiutarvi. Una specificazione: le 18-20 catenelle iniziali vi permetteranno di ottenere un tawashi di media-piccola grandezza (che sta nel palmo di una mano se usate un uncinetto n° 3 e il filo conseguente). Io per regalare ho scelto di fare delle “spugnette” un po’ più grandi iniziando con circa 30-35 catenelle e facendo, poi, più giri dei 22 previsti dallo schema. Aggiustate come vi sembra meglio queste grandezze per ottenere il risultato che vi serve.

Io ho ottenuto questi:

Il motivo a girandola permette di sbizarrirsi con i colori e di ottenere tawashi di vario tipo. Ho provato anche con un filo di lino grezzo e del cotone arancione e verde. Ecco qui:

Per adesso spero di avervi dato un buono spunto per qualche regalino di Natale, ma tornerò sull’argomento “tawashi” perchè con la stessa tecnica si possono realizzare anche piccole spugnette da bambini a forma di animaletto o presine da usare in cucina.

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Uncinetto tunisino: il portaocchiali regalo

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Andando in giro per i negozi di ferramenta che, dopo le mercerie, sono i miei preferiti, ho trovato dei materiali assai interessanti. Credo che prima o poi lavorerò all’uncinetto anche il filo interdentale…… ;-) .


Dunque, una bella matassina di filo di lino molto grezzo, ma assai flessibile, dal colore naturale, ha attratto la mia attenzione e provando a lavorarlo mi sono accorta che veniva fuori una bella tessitura. Allora ho deciso che era arrivato il momento di sperimentare una tecnica che ho imparato in rete: l’uncinetto tunisino. In pratica si utilizza un uncinetto molto più lungo di quello classico e si fa una lavorazione che è a metà tra la maglia e l’uncinetto. Trovate qui uno dei tanti video tutorial per imparare l’uncinetto tunisino, che prevede una gran varietà di punti e ci si può sbizzarrire ottenendo risultati molto piacevoli.


Ho voluto realizzare, con questa tecnica, un portaocchiali da regalare a mia mamma per il suo compleanno e ho cominciato facendo una lunga striscia che ho, poi, unito su un lato a maglia bassa e sull’altro lato a maglia bassa e catenelle incrociate usando un filo grosso di cotone viola. Un semicerchio lavorato con l’uncinetto (stavolta uncinetto normale) e una piccola pallina amigurumi hanno costituito la chiusura del portaocchiali che ho foderato internamente con stoffa, per evitare che le lenti si graffiassero (anche se il lino che ho usato pur grezzo, non era troppo ruvido).

Non è difficile realizzarlo e per mostrarvi come l’ho fatto ho sperimentato un nuova modalità di scrivere il tutorial. L’ho imparato nel Social Crochet (un giorno approfondirò anche questo argomento). E’ una via di mezzo tra il tutorial fotografico e quello scritto a parole. Spero che il risultato sia chiaro. Ho redatto il tutorial in inglese perchè la maggior parte di voi che segue il blog è di lingua anglosassone, ma in fondo ho tradotto i termini delle maglie anche in italiano.

Comunque potete sempre andare nella pagina di ABC uncinetto dove troverete un aiuto per la traduzione dei punti.

Se qualche spiegazione del tutorial non vi è chiara vi prego di scrivermi attraverso i commenti qui sotto (e non in privato) in modo che le mie eventuali spiegazioni possano servire anche ad altri che guarderanno il blog. Grazie e buon lavoro!!! Se realizzate il portaocchiali fatemi avere le foto che le pubblico nella rubrica FATTO DA VOI.


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L’uncinetto iperbolico: il ruolo fondamentale dell’uncinetto in una scoperta scientifica.

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Quella che sto per scrivere è l’affascinante storia che lega l’uncinetto al mondo scientifico ed in particolare alla matematica. Non avrei mai pensato che i miei studi scientifici di Liceo avrebbero potuto legarsi alla mia passione per il crochet. Ed ecco che, invece, ho incontrato, in rete, l’esperienza di Daina Taimina, una studiosa matematica lituana che, con i suoi modelli realizzati all’uncinetto, è riuscita a spiegare ai suoi studenti il difficile concetto di piano iperbolico, concretizzandolo con un modello in tre dimensioni.

Daina riferisce nel suo bellissimo libro (Crocheting Adventures with Hyperbolic Planes) come è arrivata ad utilizzare l’uncinetto per realizzare il suo modello di piano iperbolico.

Per capire i suoi ragionamenti e la portata della sua opera è utile una piccola premessa sulla geometria iperbolica.

Definiamo, intanto il concetto di curvatura nulla, positiva o negativa di una superficie.

(Ci viene in aiuto il Prof. Lazzarini che nel suo utilissimo blog ci dà spiegazioni molto intuitive, che qui sotto riporto per intero).

L’idea è quella di “schiacciare” la superfice sul piano. Quando cerchiamo di “appiattire” una superficie curva si danno tre possibilità:

  • Riusciamo ad appiattire la superfice, senza operare lacerazioni o sovrapposizioni. Diremo in questo caso che la superfice ha curvatura nulla (cioè in tutti punti della superficie la curvatura è nulla). Ad esempio qualsiasi regione di superfice cilindrica può essere resa perfettamente piatta ed ha quindi curvatura zero. Riflettete sul fatto che una superfice cilindrica può ottenersi arrotolando un foglio di carta. Può dispiacere ma le cose stanno proprio così: esistono delle superfici che siamo abituati a considerare curve ma che, tecnicamente, vanno considerate prive di curvatura.

  • Non riusciano ad appiattire la superfice, perchè dovremmo operare delle lacerazioni. E’ quello che accade, ad esempio, con una regione di superficie sferica; possiamo pensare, affidandoci all’intuizione, che in questo caso ci sia “meno superficie” di quanto ne serva per essere appiattita. In questo caso diremo che la superficie ha curvatura positiva.

    Nella fotografia seguente vedete un pallone che è stato tagliato a metà, lungo una circonferenza massima. Provate ad appiattirlo: non ci riuscirete.

    L’unico modo è quello di operare dei tagli radiali come vedete nella fotografia seguente (maggiore è il numero dei tagli, maggiore sarà l’aderenza al piano).

    Come vedete tra un taglio e l’altro della superficie si vengono a creare degli spazi che corrispondono a superficie mancante.

  • Non riusciano ad appiattire la superfice, perchè dovremmo operare delle sovrapposizioni. E’ quello che accade, ad esempio, con una regione di superficie a forma di sella; possiamo pensare, affidandoci di nuovo all’intuizione, che in questo caso ci sia “più superficie” di quanta possa stare nel piano. In questo caso diremo che la superficie ha curvatura negativa.

    Nella fotografia seguente vedete una superficie a sella.

    Potete ottenerla facilmente procedendo in questo modo. Disegnate su un foglio di carta un cerchio e un settore circolare con lo stesso raggio del cerchio e un’ampiezza, diciamo, di 60 gradi (vedi figura seguente). Ritagliate il cerchio e il settore. Tagliate il cerchio lungo un suo raggio in modo che presenti una fessura. Inserite nella fessura il settore e fissatelo ai bordi della fessura con del nastro adesivo trasparente. Naturalmente questa operazione di inserimento non è possibile se si rimane nel piano (stiamo pretendendo di inserire altri 60 gradi in un angolo giro); ma potremo farlo se lascieremo flettere la superficie nella terza dimensione. Otterrete così una superficie a sella (è opportuno applicare del nastro anche sull’altra faccia della superficie). La realizzazione di questo modello è molto istruttiva: vi siete resi conto che una sella invade “più superficie” di quanta possa stare nel piano.

    Ora provate ad appiattire la vostra sella sul piano, ad esempio appoggiandoci sopra un libro: vi renderete conto che si formano delle pieghe, delle sovrapposizioni, come vedete nella fotografia seguente.

Rieman nel 1854 dà questa definizione:  “La Geometria Iperbolica può essere considerata la geometria intrinseca di una superficie con curvatura costantemente negativa che si estende indefinitamente in tutte le direzioni”. Su questo assunto si basa tutta la ricerca dei matematici che negli anni si sono dedicati a trovare la superficie iperbolica completa. Infatti, mentre è possibile trovare in natura esempi di superfici costantemente negative

 

Tali superfici, purtroppo, non hanno la caratteristica di estendersi all’infinito. I matematici per molto tempo, dunque, asserirono, che non era possibile ottenere nello spazio a tre dimensioni euclideo, una superficie completa di un piano iperbolico (una superficie con curvatura costante negativa estesa all’infinito).

Nel 1954 Kuiper (un matematico tedesco) ipotizzò che una tale superficie potesse esistere, ma non spiegò come la si potesse costruire. Fu William Thurston nel 1970 ad avere l’idea di utilizzare strisce di carta (definite “anuli”) per descrivere un piano iperbolico nello spazio tridimensionale.

Taimina, nel suo libro spiega come realizzare il modello di carta con gli “anuli” , come descritto nella foto sopra.

Dal modello in carta Daina fu ispirata per realizzare il suo modello ad uncinetto; studiando gli anuli di carta, infatti, ella capì che, lavorando in modo da aumentare il numero di maglie in modo costante da una riga all’altra, e seguendo una definita proporzionalità, si otteneva un piano iperbolico sotto forma di modello ad uncinetto.

Il concetto è semplice e rivoluzionario al tempo stesso, perchè attraverso l’uso di una tecnica casalinga e alla portata di tutti, come l’uncinetto, si riesce a realizzare un modello tridimensionale che era stato considerato dagli studiosi irrealizzabile.

Chiunque sappia usare il crochet può farsi a casa un oggetto iperbolico. Ho trovato le spiegazioni in inglese qui, in un pdf scaricabile, ma altrettanto utile è la traduzione in italiano dei punti usati descritta in questo post della mia amica Cosmosicula (che ringrazio per l’ispirazione su questo meraviglioso argomento che è  l’uncinetto iperbolico).

Questi bellissimi modelli ricordano molto da vicino le forme naturali di funghi, coralli nudibranchi etc.

Ovviamentemi mi sono cimentata nell’esecuzione all’uncinetto di alcune di queste forme ed ho ottenuto questi risultati:

Nel libro di Daina ci sono moltissime immagini e si trovano tanti spunti sulle proprietà caratteristiche di un piano iperbolico che possono essere verificate attraverso i modelli all’uncinetto; ho intenzione di scrivere altri post su questo argomento che trovo così affascinante.

Inoltre fra qualche giorno vi potrò mostrare anche altre mie realizzazioni con l’uncinetto iperbolico che, ne sono certa, ispireranno i vostri futuri lavori, così come è stato per il nastro di Moebius.

Alcune immagini e informazioni di questo post sono tratte da: Il sito del prof. Lazzarini ed il sito di Daina Taimina

 

 

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La mia prima “fat bottom bag” ovvero la borsa cicciottella

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Ho trovato diverse borse in rete realizzate con questa tecnica  e mi sono piaciute tanto che ho deciso di realizzarne una. Anche il nome, “fat bottom bag” è simpatico. Si tratta di una borsa di media grandezza che risulta rigonfia nella sua parte bassa, perciò è chiamata “dal sedere cicciottello”.

Lo schema è assai semplice e lo possono realizzare anche le principianti. Io qui ho usato un cotone piuttosto grosso, che ho lavorato con l’uncinetto n. 4, ma si può usare anche la fettuccia. Ho fatto il corpo della borsa con maglia alta, anche se nello schema indicava la mezza maglia alta e i manici e le rifiniture con maglia bassa. Semplicissimo.

Dunque veniamo allo schema. Lo trovate a questo link, dove è possibile scaricarlo e stamparlo. In questo sito, invece, trovate le spiegazioni approfondite su come realizzare i manici e le rifiniture e su come foderare la borsa. Sono in inglese, ma ci sono molte foto esplicative. Tant’è che stavolta mi sono cimentata anche io nell’operazione di inserimento di una fodera interna in raso.

L’applicazione è il mio tocco personale ed è stata realizzata con l’uncinetto iperbolico, di cui mi riservo di parlarvi in un post dedicato, visto che rappresenta una delle più belle ispirazioni che abbia trovato girando in rete.

 

 

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African Flowers, Crochet Granny Squares e mille colori.

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Oggi vi propongo una raccolta di realizzazioni, ispirate agli African Flowers, ai Granny Squares e ad altre tecniche  che mi sono piaciute molto e di cui ho l’opportunità di linkarvi anche gli schemi (gratuiti, ovviamente) in modo che possiate provare a farle anche voi. Sono tutte caratterizzate da brillanti colori e accozzamenti assai solari e piacevoli. Godeteveli.

Il primo è stato intitolato “Flowers in the snow” ed il nome rende veramente l’idea. Le istruzioni le trovate a questo link con immagini assai esplicative.

Sotto un motivo utilizzato per una borsa, ma che può avere mille altri usi. A questo bel blog trovate il tutorial per realizzarlo e altre indicazioni per motivi simili.

Altri squares da comporre. Con tanto di tutorial per realizzarli.

Questi sono carini perchè hanno una piacevole alternanza colore-nero. Ecco qui le istruzioni di come farli.

“African Flowers Hexagon”. Una bellissima composizione di cui trovate qui il tutorial fotogafico.

Ancora esagoni coloratissimi e la loro spiegazione di realizzazione.

Altra composizione di quadrati interessante. Qui il link al tutorial.

La più bella di tutte, per me, resta questa composizione. trovo che il nero metta in  risalto la grande brillantezza degli altri colori. Lo schema di realizzazione di questi esagoni è assai semplice e l’ho trovato a questo link.

Di queste, che metto sotto, non ho il pattern, nè il link allo schema di realizzazione, ma non potevo resistere…..sono troppo belle e  potete di sicuro trarne ispirazione.

Ed infine, un video esplicativo su come realizzare una “mattonella” African Flower.

YouTube Preview Image

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L’uncinetto di molti… molti anni fa.

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Visto il mio interesse, oltre che per l’uncinetto, anche per gli antichi mestieri,  non potevo non fare una ricerca in rete di schemi all’uncinetto che riguardasse epoche passate. In realtà ce ne sono molti, alcuni gratuiti, altri a pagamento, ma tutti riportati su affascinanti carte sbiadite o ingiallite.

Se vi va fatevi un tuffo indietro nel tempo, chissà che non troviate l’ispirazione per i vostri lavori contemporanei.

Ecco quello che ho trovato:

Un catalogo completo di riviste che iniziano dal 1860 per coprire i primi decenni del 1900. Un progetto bellissimo che permette di scaricare in pdf le riviste con licenza Creative Commons e di vedere gli schemi che le donne utilizzavano in quegli anni.

Antique Pattern Library

 

Centinaia di schemi e progetti gratuiti a uncinetto a maglia e con altre tecniche, suddivisi per tematiche: Vintage Crafts

Un sito che è una vera e propria galleria di schemi e progetti gratuiti con suggestive immagini  in bianco e nero d’epoca. Anche qui gli schemi sono suddivisi per tematica e sono facili da trovare.

Antique Crochet patterns

 

  Raccoglie una serie di riviste in lingua inglese che sono state scannerizzate e catalogate. Ricco di immagini dei primi del ’900.

Antique Crochet

 

Schemi di fiori, gioielli, cappelli d’epoca.

Free vintage crochet

 

Non vi resta che mettervi lì con pazienza e cercare tra le opere realizzate negli anni, uno spunto per i vostri lavori all’uncinetto.

 

 

 

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Uno scialle per sere d’estate

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Questo scialle l’ho realizzato per abbinarlo ad un vestito da sposa, che potrebbe essere considerato anche un vestito da sera. Per  questo ho utilizzato un filo grigio-argentato che dà allo scialle un certo charme.Volendo può essere realizzato con cotone colorato (viola, fucsia, arancio)  e abbinato tono su tono su un tubino estivo o su maglietta e pantaloni.

In pratica è stato realizzato un rettangolo lavorato con un punto particolare che si chiama “punto operato” e poi sono stati cuciti insieme due angoli. Qui sotto trovate lo schema che ho disegnato per spiegare come ho lavorato. Il punto è tutt’altro che difficile, però come si intuisce dalle foto, ci vuole molta pazienza per realizzare l’intero scialle che richiede un bel po’ di lavorazione. Del resto il bello di questo tipo di realizzazioni è la soddisfazione di veder crescere tra le mani un oggetto pian piano. A me rilassa particolarmente fare lavorazioni lunghe che si ripetono con punti uguali a se stessi…….finisce per essere una specie di mantra….

Altre foto dei particolari.

Ed ecco lo schema da seguire per realizzarlo:

Buon lavoro!…. e se realizzate qualcosa con questo punto vi prego di farmi avere una foto da pubblicare del vostro lavoro.

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La fascia per capelli intrecciata

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Dopo aver proposto fasce per capelli molto molto semplici che ho fatto per la mia bambina, ho realizzato questa, che è una fascia non difficile da lavorare, ma dall’effetto originale: un intreccio di due fasce più piccole. Il color arancio è un richiamo luminoso all’estate.

Oltre allo schema dei punti all’uncinetto, metto anche un video (qui sotto), perchè con le immagini si riesce a spiegare meglio che con mille parole come si devono intrecciare le due fasce.

Si inizia lavorando due fasce che chiameremo A e B secondo lo schema qui sotto:

Ovviamente per la lunghezza ognuno valuterà a seconda della persona che dovrà indossare il prodotto finale. L’indicazione con la R sta a individuare il modulo che si ripete sempre uguale a se stesso fino ad arrivare alla lunghezza utile. Ecco le  mie fasce realizzate:

Ed ecco come si devono intrecciare: si inizia inserendo la fascia B all’interno del primo foro della fascia A:

Poi, a seguire, si sinseriscono le fasce una dentro l’altra fino ad ottenere l’intreccio completo:

Nel video qui sotto (mi scuso per la bassa qualità del video, ma ho la telecamera un po’ in crisi), si capisce meglio il procedimento:

YouTube Preview Image

 

Ovviamente una volta finita la parte a uncinetto ho fissato alle due estremità, cucendole insieme, un pezzettino di elastico.

 

 

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Scarpine da neonata primaverili.

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Ho cercato molto un modellino carino di scarpe da neonata e ho trovato questo semplice semplice che ho personalizzato e che mi sembra proprio in linea con la stagione che sta per arrivare: la primavera.

Lo schema, in inglese, ma comprensibilissimo, lo potete trovare qui e potete sempre aiutarvi con le abbreviazioni tradotte dall’inglese che trovate nella sezione ABC uncinetto.

Allo schema originale ho aggiunto un piccolo bordo in verde scuro per rifinire meglio le scarpine ed un piccolo bottone a forma di quadrifoglio. Ovviamente ognuno può personalizzare le scarpette come vuole. Queste , alla fine del lavoro, utilizzando un cotone di medio spessore vengono circa 9 cm di lunghezza in pianta, che sono utilizzabili per una bambina di circa 4 mesi.

Una volta finite le ho confezionate in una scatolina di cartone forata di riciclo in cui ho inserito un cartoncino verde in tinta con le scarpette.

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Amigurumi. Il gattino siamese e il maialino.

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Dopo il lavoretto con cui vi ho presentato il topolino con la tecnica dell’amigurumi è giunto il momento di pareggiare i conti e mettere anche il piccolo gatto siamese. Questo l’ho realizzato per un mio nipotino che ama particolarmente i gatti.

Al fratellino, invece, a cui piacciono i maialini ho dedicato questo facilissimo amigurumi che si realizza in poco tempo ma che è davvero carino.

Spero che i nipotini abbiano gradito e ci conto, visto che sono figli di una mamma assai creativa e credo apprezzino le cose fatte a mano.

Veniamo ai tutorials.

Per questi due amigurumi non ho inventato nulla, ho ripreso degli schemi già presenti in rete, come sempre riadattandoli alle mie esigenze. Lo schema del maialino lo trovate qui ed è tutto in italiano, molto ben spiegato. Si può scaricare proprio il pdf gratuito e potete approfittarne per vedere altri piccoli schemi.

Il tutorial del gatto siamese è in inglese, ma la traduzione dei punti e assai semplice e, se volete potete far riferimento alla solita pagina dell’ABC uncinetto che scrissi qualche tempo fa e che tengo sempre aggiornata.

A breve vi posterò un lavoretto con la tecnica degli amigurumi che mi ha impegnato non poco, perchè stavolta non si tratta del solito animalino veloce……

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